Mica farete i soldi con i libri?

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“Buongiorno, sono Antonella De Simone una delle proprietarie della libreria per bambini Centostorie di Roma. La contatto perchè vorrei invitarla a fare una presentazione del suo libro qui da noi.”
“Cosa fate voi? Chi siete?”
“Siamo delle libraie, abbiamo una libreria per bambini nel quartiere di Centocelle a Roma da quasi dodici anni”
“Ah, una libreria è un’attività commerciale. Non faccio presentazioni in luoghi commerciali. Arrivederci”

Ecco pochi giorni fa mi è successa questa cosa. Quando la conversazione si è chiusa ho avuto la sensazione di dovremi andare a lavare le mani.
Mi sono sentita un po’ sporca.
Dopo il primo smarrimento ho guardato la mia collega e con l’occhio sgranato le ho raccontato l’incredibile conversazione fra me e un autore. Che teoricamente vende i suoi libri attraverso la mia libreria.

Ad oggi il concetto di vivere di cultura gudagnandoci è ancora quasi un tabù per qualcuno. Che io possa vendere libri e cercare di portarmi a casa uno stipendio è cosa orrida per certuni, convinti che la cultura debba venir esclusivamente donata.
Si fa un gran parlare della nomina di alcuni in ruoli che non hanno diritto di ricoprire e non parlo solo della recente polemica Banfi.

Io a volte mi domanderei più profondamente quando questo Paese abbia compreso che la cultura, non solo come sistema valoriale e di pensiero, ma anche come mezzo per far crescere una società, sia una valido strumento di uscita da una crisi di sistema. Però bisogna riconoscere alla cultura uno spessore anche economico, oltre che attribuirla a certe élite con la puzza sotto il naso che la usano come elemento di isolamento, come piace tanto credere.

Il compito di diffondere cultura fa parte della nostra professione di librai, sembra una scelta di vita, ma è anche una scelta lavorativa. Smettere di pensare che la cultura non debba mischiarsi con un sistema di sostenibilità e di guadagno sarebbe forse il primo indispensabile passo per sottrarla ai capricci della politica, e avere – per tutti quelli che fanno cultura – una riconoscibilità e un ruolo dinamico nel nostro Paese.