Le parole sono arcobaleni

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Quello che ho trovato io nei libri per bambini quest’anno è una possibilità che non avevo considerato: la possibilità di riaprire i giochi, rileggere il contesto “con i testi” presi dagli scaffali di una libreria per bambini. E grazie ad essi riscrivere il significato di parole troppo abusate, su cui qualcuno vorrebbe mettere il cappello, mentre le parole non appartengono a nessuno.

Le parole sono di tutti e ognuno le riempie con quel che ha. Ovvio che più leggi, ti confronti, ascolti, più quelle parole si riempiono di significati, come un buon vino agrumato con sapore di legno e color di viola. É tutto quello che arricchisce la terra, che riempie di aggettivi il vino. Questo le parole lo sanno, siamo noi che dobbiamo ricordarcelo.

Densità: È una qualità della materia. Trovarla in un libro ad “alta” densità mi ha riempito di domande, mi ha fatto considerare quel piccolo oggetto come un prisma con cui tirar fuori un arcobaleno di pensieri da una pagina bianca. A volte la densità non te l’aspetti, a volte la trovi e ringrazi che ci sia qualcuno che non ha timore di alzare la posta, concentrando in una storia di amicizia o di compleanni un enorme universo emotivo.

Regole: diciamo regole e pensiamo ai regolamenti, che spesso diventano regolamenti di conti. Ma le regole sono altro: sono un accordo tra me e te per giocare insieme, un esercizio di socialità. Penso al tempo che i bambini passano a inventare le regole di giochi appena immaginati, perché il gioco mi esprime, la regola mi consente di raccontarlo. Ho ritrovato nei libri il gusto per la regola che prima non c’era, come la traccia narrativa di un nuovo gioco, inesauribile: quando l’hai raccontata, disattenderla è un gesto creativo che cambia tutto, dando forma a una nuova realtà. Chissà, magari più giusta.

Realtà: l’ho citata più volte, scrivendo oggi, e l’ho trovata proprio lì dove l’immaginazione la fa da padrona, perché la realtà non si esaurisce nella sua osservazione: non è ciò che vediamo, e questo spesso lo dimentichiamo convinti che il nostro piccolo punto di osservazione abbracci tutto il mondo. Ho trovato la realtà in due libri che parlano di come essa possa nascondersi sotto il velo di una fervida immaginazione o scoprirsi inaspettatamente una magnifica meraviglia. Quando penso alla frase “il tuo sorriso fa fiorire il giorno” oggi, penso sia reale, grazie ai libri.

Azione: mi sono convinta che la lettura agita è la più grande calamita per attrarre non lettori e giovani lettori. Come dice Pennac, il verbo leggere non sopporta imperativo. Ma se io leggo e tu agisci sul libro, non c’è imperativo, solo complicità ed empatia. Diversi titoli quest’anno mi hanno fatto pensare all’azione, quella di leggere e quella che il libro chiede al bambino. Che si parli di idee, che prendono forma da semplici segni, o di pagine da accarezzare e fargli i grattini, l’azione cui ci invita il libro sottrae la lettura alla polvere e ai compiti e la trasforma in un gioco di ruolo: tu scrivi, io leggo, il bambino ascolta, e tutti insieme compiamo un piccolo esercizio di umanità.

#densità
Vuoi essere mia amica di Susie Morgenstern, Babalibri,
L’età della ragione di Thomas Baas, Didier Lévy, Clichy

#regole
Gran Premio di Marie Dorléans, Sinnos
Storie per gioco di Anna Vivarelli, illustrazioni di Andrea Rivola, Parapiglia

#realtà
Lilli vietato parlare agli elefanti di Tanya Stewner, La nuova frontiera Junior
La mia amica Colette di Isabelle Arsenault, Mondadori

#azione
Un’idea di Hervé Tullet, Franco Cosimo Panini
The Dog Book/Il libro cane di Lorenzo Clerici, Candlewick Press/Minibombo