‘Sto coso? Assolutamente no!


Iniziamo oggi una nuova rubrica del blog: “Vita da libraia”. Parlerà della quotidianità del nostro lavoro, tra albi illustrati, bambini, mamme, case editrici, fatture da pagare, illustratori, sogni e illusioni dal matto e fantastico mondo del libro. Speriamo vi piaccia.

La situazione è questa: una fiera “fuoriporta” e  un piccolo stand in cui portare per un sabato pomeriggio i nostri libri.
Cominciamo con il parlare in modo schietto e sincero: che poi è l’unico modo che conosciamo per affrontare la nostra vita da libraie e la nostra vita tutta.
Inzeppiamo una station wagon con un enormità di libri, scegliamo le nostra case editrici preferite: da Babalibri a Sinnos, da Editoriale La Scienza a Lapis, da Kite a Carthusia. Nella nostra cernita cerchiamo di non fare torto a nessuno: abbiamo una personalità e dei gusti, è vero, ma non è detto che i potenziali acquirenti di una fiera ne abbiano di simili.
Perciò decidiamo di prendere anche libri da 80 centesimi, di non bellissima fattura e mediocramente scritti e illustrati: siamo una libreria per bambini insediata in un quartiere periferico di Roma, ormai sappiamo benissimo che i nostri clienti-genitori possono voler un libro non bello e costoso (10 euro), ma che hanno comunque il diritto di poter comunque leggere una storia ai propri pargoli.
E’una delle poche fiere che ci concediamo: l’impegno dal punto di vista pratico e organizzativo è enorme per noi che siamo solo in tre e abbiamo mezzi modesti.
Ma la risposta è pur sempre modesta.
Ma non conta, non è per denaro che si fa questo mestiere (orbene, non solo per quello) eppure non è quello che ci brucia.
Ci brucia vedere moltissimi bambini fermarsi e guardare i libri trasognanti e affascinati, come solo i bambini sanno e possono fare. E’ un desiderio non consumistico, ma di sapere, di scoprire e di vedere. E altrettanti genitori letteralmente terrorizzati, che ci si debba fermare davanti allo stand di una libreria! E poi gli tocchi a tutti i costi convincere il proprio pargolo che no, non ne vale la pena, che no magari poi ti compro il gelato, che no non credere che adesso io ti compri questo coso, ma quanto costa sto coso, assolutamente no, chenochenocheno.
Ok, va bene. Ogni genitore ha diritto di crescere i propri bambini con una sostanziosa o magra dieta culturale. Ha diritto di passeggiare a una fiera e optare per il gelato piuttosto che per il libro, ha diritto di credere che il proprio figlio stia montando su un capriccio e che quel libro, no in realtà non gli interessa. Avete capito, insomma, ha il diritto sacrosanto di dire di no.
Ma il dubbio che mi sorge ogni volta che vedo questa prassi, il dubbio che non riesco proprio a togliermi dalla testa e che mi fa soffrire e mi delude è che il libro venga di per sé considerato un bene voluttuario, non una necessità e un strumento indispendabile per la nascita e la crescita di un indivuduo sano e di un cittadino consapevole, oltre che di un sognatore vivace e curioso della vita.
Mi auguro ogni volta di sbagliarmi, spero che i genitori non gradiscano la nostra selezione, non abbiano con sé il portafoglio, si stavano giusto recando nella loro libreria di fiducia, fanno anche loro i libriai di professione…
Davvero, non è questione di ritorno economico, qui è questione capitale. Non distinguere il necessario dal superfluo può vanificare non solo il mio di lavoro, ed è poca cosa, ma sopratutto quello di tanti genitori che pur con amore e passione infinita educano i loro figli, lo vanifica perchè in parte lo tradisce: crescere un bambino che non sappia sognare, sinifica, a mio modesto parere, farne un uomo terrorizzato dal quotidiano e senza vie di uscita.

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7 thoughts on “‘Sto coso? Assolutamente no!

  1. Carissime libraie,
    mi spiace abitare così lontano da Roma, perché sarei assidua frequentatrice della vostra libreria.
    Sono mamma, affetta dal virus della lettura che cerco di diffondere in ogni modo.
    I genitori sono fondamentali, ma dato l’esiguo numero di lettori in Italia, credo che il compito di trasmettere l’amore per la lettura spetti innanzitutto alla scuola. Una piccola biblioteca scolastica, delle belle letture ad alta voce in classe, le visite alla biblioteca comunale: non c’è bisogno di essere ricchi per leggere. Ma leggendo si diventa certamente ricchi e la ricchezza che ti lascia la lettura non c’è crollo delle borse che possa portartela via.
    Un caro saluto
    Elena

  2. Come vi capisco… io lavoro per un sito che vende libri, e a mio figlio di 5 anni ne regalo e ne leggo molti. Adoro i libri illustrati, e investo somme cospicue nelle edizioni di babalibri, topipittori, giannino stoppani, lapis, e tanti altri. Mi capita spessissimo però di incontrare un atteggiamento di disprezzo o di mancanza assoluta di fantasia tra le mamme dei compagni di mio figlio: comprano i libri dei gormiti, delle winx, o niente. Di farsi anche solo un giro nelle biblioteche per ragazzi, poi, non se ne parla neanche. Ogni tanto mi chiedo come sarà mio figlio tra qualche anno, se tutta la passione e la fantasia che ha ora – e che in parte credo derivi dall’attenzione che abbiamo in casa per i libri e le lettura a voce alta – gli aprirà la strada alla lettura vera, su qualsiasi supporto essa sarà, e se ciò gli permetterà di avere ampi orizzonti, nelle idee e nelle scelte. io credo di si. E ha ragione Elena quando afferma che la scuola potrebbe fare molto di più, per far sì che un domani ci siano genitori un po’ meno ignurànt della media di quelli di oggi.
    un caro saluto a tutte voi, e, mi raccomando, resistete!

  3. Come vi capisco….! Si soffre al vedere genitori che non capiscono il valore educativo, affettivo e culturale che può avere un libro per un bambino…purtroppo in genere sono genitori che non leggono, e questo è un altro punto dolente…
    ma non bisogna scoraggiarsi perchè ce ne sono tanti invece che hanno questa passione… per fortuna.
    Spero di venire a conoscervi presto…sono di roma ma stiamo un po’ lontane!!! Fate uno splendido lavoro …complimenti !

  4. Carissime, vi ho appena scoperto e metterò sul mio blog il link. Leggendo questo post per un attimo mi sono trovata nella mamma ticomproungelato: io e il mio cucciolo di 4 anni eravamo in libreria per comprare un regalo per il compleanno di un suo amichetto. Lui si è seduto su una seggiolina e ha incominciato a tirar fuori libri e a sfogliarli. Scelto il libro per il suo amico, ne voleva uno anche lui. Ho un po’ nicchiato: a casa ne abbiamo davvero tanti ed era appena stato il suo compleanno con annessi libri in regalo… non volevo cedere all’acquisto… ma poi … un libro è per sempre! Acquistati due libri.
    Vi ammiro per la passione e tornerò a trovarvi spesso. Ciao

  5. Credo che “il libraio/a” giochi un ruolo molto importante per la società… i libri sono le idee di domani!

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