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La Fata Però


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La fata Però nel bosco dei pini Perché
di Federica Campi – ill. Simona Mulazzani
Il gioco di leggere – p.24 – e.13

Mi hanno chiesto un po’ di spazio per una fatina e io non so resistere. In effetti questo libro ce l’eravamo perso… Poi l’appassionata Federica e la tenace fata Però ci hanno conquistate; le matite di Simona Mulazzani, invece, ci avevano catturate già da tempo (1, 2, 3). L’albo di oggi è edito da Il gioco di leggere ed è uscito un anno fa. Parla di una fata speciale che non ha poteri magici, non vola, non si trasforma e non si veste con pantaloncini ultra-corti sfoggiando cosce kilometriche (!). Sentite un po’ come la presenta l’autrice:

Lavoro da anni nelle scuole, insegno grammatica italiana ai maestri di primaria (università di Urbino), e porto i miei laboratori di didattica della lingua nelle scuole materne, primarie e secondarie inferiori; lavoro perché ai bambini sia data la possibilità di usare le proprie risorse di pensiero e di linguaggio senza che vi sia un indottrinamento verso una ‘lingua italiana’ che di fatto esiste solo nei manuali. Sapeste quante volte i bambini mi chiedono ‘posso fare così’, ‘posso scrivere questo’? e il punto è che con il proprio pensiero uno ha il diritto e la necessità di esplorare il mondo, di abitarci originariamente altrimenti poi ci lamentiamo che i ragazzi non sanno scrivere, non sanno argomentare, ma se li allontaniamo dalla loro lingua per portarli dentro una lingua artificiale come potranno ‘crescere’, davvero, davvero esistere fuori, anche, linguisticamente, con profondità, serietà, ricchezza di pensiero?

La fata è metafora di tutto questo; la natura in cui vive, la sua biodiversità rimanda e accoglie la diversità linguistica e di pensiero di tutti i bambini. Però è il suo nome e, fuor di metafora, ogni bambino al quale gli adulti permettono di usare la propria lingua nel proprio pensiero e viceversa, è realmente se stesso. La fatica da parte di Simona è stata quella di creare un essere che avesse qualcosa di speciale e insieme fosse assolutamente normale – qualcosa di lontano dai superpoteri delle Winx e dalla concezione di fata come essere soprannaturale – proprio perché noi siamo, i bambini sono, naturalmente, animali linguistici.

Brava Federica!

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