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Il topo che non c’era


Il topo che non c’era
di Giovanna Zoboli – ill. Lisa D’Andrea
Topipittori – p.42 – e.20

Così tanti topi in un solo libro non c’erano mai stati.

In questo albo, per l’appunto di Topipittori, c’è un gatto ossessionato dai roditori. Non nel senso che li cerca per mangiarli, ma li evoca costantemente per contarli e ricontarli. Lui non li sogna, li vede proprio, affaccendarsi in mille occupazioni: accalcarsi sull’autobus, fare la fila per comprare le galosce, studiare da avvocati, scrivere le cartoline, riparare le seggiole…

Tale è la sua maniacale collezione fantastico-topesca che il gatto non ha più una vita sociale: rifiuta gli inviti degli amici per starsene in casa in attesa dell’arrivo dell’unico topo che gli manca.
Quale?
Quello che manca ad ognuno di noi, quello che aspettiamo per una vita intera e, non appena lo vediamo comparire sulla soglia, sappiamo subito per certo che è proprio quello che stavamo aspettando.

E’ un libro sull’amore (c’è perfino una dolce scena nella vasca da bagno)?
Non lo so. E’ certamente un libro sull’attesa e sul fantasticare mentre si aspetta.

Età consigliata: dai 4 anni

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